Turismo low cost : paesi pieni di giorno, deserti di sera

3 Maggio 2019

Capiamo che 3.000.000 di turisti facciano gola a tanti, anzi a troppi, ma gli operatori turistici delle Cinque Terre sono coscienti che la misura è colma. Hanno sperimentato sulla loro pelle che quando capitano giornate come quelle dei ponti primaverili, anche per loro, tutto diventa ingestibile. Molti ad un certo punto non hanno neppure potuto lavorare perché i loro negozi erano inaccessibili. La coda umana che dalla stazione scendeva lungo la via principale del paese fino alla piazza, sul porticciolo, ne ostruiva gli accessi.
Sono preoccupati non solo per questo ma anche per il danno che queste masse ingestibili generano ai nostri paesi rendendoli inospitali per i turisti e invivibili per i residenti. Pretendiamo quindi dalla politica regionale condivisione dei problemi, soluzioni e non ultimatum. Le fotografie dei nostri paesi ingolfati da catene umane pubblicate sui social hanno fatto il giro del mondo. Non credo siano un bel biglietto da visita per il nostro territorio. Altro che promozione turistica. Dopo Santa Margherita e il Golfo Paradiso i media, come fatto dalla C.N.N. e dal New York Times, recentemente, consiglieranno ai turisti qualche altro luogo della Liguria dove andare a soggiornare e passare le loro vacanze. Da noi arriveranno solo per una breve ed inutile toccata e fuga. E’ questo il progetto strategico di qualcuno? Le associazioni, le pro loco, i cittadini, gli attuali sindaci non lo condividono.
Chiediamo quindi di affrontare il problema Cinque Terre ad un tavolo istituzionale dove siano presenti tutte le istituzioni locali, provinciali, regionali e nazionali per giungere ad una corretta gestione del nostro territorio.
Regolamentando gli accessi dei gruppi e delle comitive tramite la prenotazione, utilizzando la carta parco on line, dando priorità ai turisti che trascorrono da noi le loro vacanze con pacchetti turistici che, gestiti internamente alla nostra Destinazione Turistica, propongano i tanti tipi di turismo che questo territorio può offrire.
Un territorio che è un Parco Nazionale, un’ Area Marina Protetta, un Sito Unesco, Patrimonio Mondiale dell’Umanità chiede quindi al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa di farsi garante e di convocare urgentemente questi incontri per giungere ad una soluzione condivisa che miri alla tutela delle nostre comunità. Le Cinque Terre non vogliono subire , né essere annesse da alcuna altra D.M.O. ma avere un ruolo da protagonista nell’attuare una strategia turistica che non sia solo sfruttamento economico ma ricerca della qualità. La posizione dei sindaci è unitaria. L’hanno ribadita negli incontri svoltisi al Ministero dell’Ambiente l’anno scorso e non può essere altrimenti perché è quello che il territorio chiede loro.
Ai tour operator, alle compagnie di crociere, alle agenzie di viaggio, importano solo i numeri. Questi numeri significano ingenti introiti. Quando le Cinque Terre perderanno appetibilità e non renderanno più, chi ha causato ciò sposterà i suoi bus, le sue navi, i suoi interessi verso altre destinazioni turistiche. Non sarà così per i nostri operatori commerciali e le nostre attività. Già da ora i nostri paesi, pieni di giorno, sono vuoti di sera. Questa è la conseguenza della predominanza del turismo low cost ( 70% dei flussi) sul turismo fidelizzato ( 30 % ).
L’”overtourism” sistematico e senza limiti accelera il declino di un territorio e scaccia il vero turista che è colui che soggiorna per più giorni in una destinazione turistica. Riequilibrare i numeri a suo favore è l’urgenza. La politica tutta deve essere conscia di questo e lavorare per prospettare un futuro diverso. E preoccupa la costruzione e il potenziamento della nuova stazione crocieristica alla Spezia, finanziata dalle tre più grandi compagnie di crociere con una pioggia di milioni di euro, perché significa portare più navi, sempre più grandi. O la ristrutturazione e potenziamento della stazione di La Spezia Migliarina spendendo anche qui milioni di euro per trasferirvi il Cinque Terre Express. Questo servizio che doveva migliorare la fruibilità e agevolare la mobilità alle Cinque Terre, (si sperava anche dei residenti, e in inverno, almeno nelle fasce utilizzate dai pendolari e dagli studenti), sarà dedicato ai bisogni dei tour operator e delle compagnie di crociere. Porterà invece ancora più persone sulle nostre stazioni, insufficienti ed inadeguate ad affrontare tali traffici in quanto i promessi adeguamenti per migliorarne l’accessibilità non sono stati ancora realizzati. E alimenterà la concorrenza spietata di città a noi limitrofe. Credo che ai sindaci, per dormire sonni tranquilli ed accogliere questi flussi turistici e gestirli in sicurezza, attualmente non resti altro che sfidare le leggi della fisica e adottare l’unica soluzione possibile: eliminare la impenetrabilità dei corpi umani.

Vincenzo RESASCO Sindaco di Vernazza